Alessandra Pepino - Cattivi presagi

Alessandra Pepino - Cattivi presagi

Recensione di Marta Zanchino

L’altra faccia del Giallo. Romanzo di esordio di una giovane scrittrice napoletana. 

La storia comincia con la descrizione  del cadavere di quella che  è stata una donna bella ed intrigante, da viva fatta oggetto di sguardi desiderosi da parte dei maschi, di sguardi critici e gelosi da parte delle femmine. Ma ora che giace in un angolo appartato di un condominio, complici il buio della notte e la pioggia battente, nessuno la vede, e chi la vede gira lo sguardo. Eppure siamo a Napoli, ed il condominio è abitato da gente normale.  Normale, sì, perché come tanti di noi, i personaggi che si muovono nel romanzo combattono ogni giorno la loro guerra contro demoni personali, affrontano disagi, dolori, sconfitte: per i problemi degli altri non sempre c’è tempo, quasi mai la forza.  Anche l’ispettore  Guerra, chiamato a seguire le indagini, ha una vita difficile, un carattere complesso: e perché mai dovrebbe sfuggire alla regola . E anche la vita lavorativa gli si complica, perché nello stesso palazzo, nello stesso periodo di tempo, anche un altro omicidio è stato commesso. Coincidenza? Ma esistono coincidenze di questo tipo? L’intreccio del romanzo è fitto e mai banale, ma sempre credibile. I personaggi, umanissimi, offrono uno spaccato di sofferenza, di disagio che potrebbero essere i nostri, o quelli dei nostri vicini di casa.  Alessandra Pepino si rivela padrona della psicologia sottile di chi comprende e non giudica.