Amo i ragazzi cattivi, di Antonio Mazzi

16 Dicembre 2019

«La vita non è fatta di aggettivi – buono, cattivo, intelligente, negligente, ribelle – ma di verbi. Nascere, crescere, studiare, lavorare, amare, odiare, parlare, ascoltare. Se poi i verbi li coniughi, allora ti accorgerai del capolavoro che hai davanti.» Don Mazzi non si è mai lasciato fermare dalle etichette dei perbenisti e dei benpensanti, non ha mai smesso di cercare le persone nascoste dietro gli errori, gli insuccessi, le colpe. Le storie dei ragazzi che ha incontrato e accolto per oltre cinquant’anni, le storie degli educatori che non si sono stancati di stargli accanto, sono capolavori di cambiamento, coniugati al futuro. È questo l’orizzonte di ogni avventura educativa, fatta di speranza, di cammino, di incontro. In queste pagine, il «prete contro» accoglie le voci di chi, incrociando Exodus, ha cominciato a camminare e a sperare, di chi ha imparato a vedere negli altri una famiglia e in sé stesso una risorsa, di chi, cattivo, non si è accontentato di diventare buono, ma è diventato ottimo. E le sgrana come in un «rosario di piccole e grandi spine trasformate in rose», invitandoci ad ascoltare la fatica, a comprendere il dolore, a sentire il profumo della rinascita che è sempre possibile, in qualunque momento, per ognuno di noi.

 

 

 

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