Geni, popoli e lingue, di Luigi Luca Cavalli-Sforza

29 Luglio 2020

 

Per quarantacinque anni Cavalli-Sforza, con una squadra di altri scienziati, si è dedicato a un’impresa magistrale e poderosa, esposta in Storia e geografia dei geni umani. Ma il lettore troverà delineati gli elementi portanti di tale ricerca in questo volume, nel quale confluiscono due serie di lezioni tenute al Collège de France. Cavalli-Sforza e i suoi collaboratori hanno innanzitutto cartografato la distribuzione di centinaia di geni su scala mondiale, per dedurre dal confronto delle mappe le linee filogenetiche delle popolazioni. L’albero genealogico così costruito è stato quindi messo in rapporto con una enorme quantità di dati demografici, archeologici, linguistici. E la sorprendente conclusione verso cui la ricerca converge ci mostra il sovrapporsi di genealogie diverse: quella genetica, quella paleoantropologica e quella linguistica si rivelano in accordo e si corroborano a vicenda. Ne consegue che i geni, i popoli e le lingue si sono irradiati parallelamente, attraverso una serie di migrazioni che hanno avuto origine in Africa. Sotto gli occhi del lettore si viene così elaborando una prospettiva unitaria su circa centomila anni di vicende della specie umana. Mai prima d’ora una indagine scientifica aveva saputo illuminare con altrettanta precisione il rapporto tra geni e culture, riuscendo fra l’altro a liberare da presupposti erronei la controversa nozione di razza.

 

 

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