Gli assassini, di W.B. Bartlett

30 Marzo 2021

Gli Assassini sono uno dei fenomeni più misteriosi e affascinanti della storia medievale. A partire dai resoconti fantasiosi di Marco Polo, che parla di ricchezze, lussi strabilianti ed efferate crudeltà, il mito che è cresciuto intorno a loro ha fatto velo alla realtà dei fatti che è diventata sempre più difficile da comprendere. Nati nell’undicesimo secolo come fazione della setta segreta islamica degli Ismailiti, i Nizari, come in realtà si chiamavano, venivano definiti Assassini dagli altri musulmani in base al termine dispregiativo hashishiyyun, «consumatore di hashish». Nel corso dei due secoli successivi si diffusero in Persia, Siria, Asia centrale e India, dove costruirono fortezze inaccessibili fra le montagne. Temuti e odiati, si servivano dell’omicidio come mezzo per raggiungere i propri scopi ed erano tanto più pericolosi perché non temevano la morte. Anzi, le missioni suicide erano considerate garanzia di vita eterna nel giardino dell’eden: proprio per questo sono stati considerati i precursori dei terroristi moderni. Il libro di Bartlett, documentato e ricco di riferimenti ai testi di viaggiatori e cronisti medievali, riesce a dimostrare che la vera storia degli Assassini è appassionante almeno quanto la leggenda.

Cassoni, 3 euro

 

 

 

 

 

 

 

 

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