Hernan Diaz intervistato da Alberto Della Sala

19 Ottobre 2022

Ottobre 2022 – Librellula n° 13

La cifra di quest’incontro è il sorriso, i sorrisi; insomma sono abituato al sorriso di chi arriva sulla soglia di IoCiSto senza conoscerla; l’ho visto nei bellissimi occhi di Dacia Maraini, e in quelli di Daria Bignardi, Aldo Cazzullo, Andrea di Carlo, Don Ciotti, Marisa Laurito, Staino, Renzo Arbore e centinaia di noti e meno noti, soprattutto questi ultimi, tutti i giorni… è un misto di sorpresa, sollievo, soddisfazione, venato di dubbio: è un bel posto, è veramente una libreria, è qualcosa di più… ma cosa? Ecco, Hernan quel dubbio lo ha sciolto subito, dopo pochi passi e solo a metà del “pippone” che regalo a chiunque voglia sentirlo (il miracolo laico, la passione dei soci, i volontari che ci fanno stare aperti, la mission sociale…) ha semplicemente accentuato il sorriso, mi ha guardato con un che di complice e mi ha detto: Alberto, che bello… anche io ci sto!

 

Caro Hernan, parliamo subito del tuo ultimo lavoro, Trust, un romanzo dalla struttura complessa, dove ad ogni punto di vista corrisponde un genere letterario. In quale ti sei trovato più a tuo agio?

La prima e la quarta parte sono omaggi a libri, autori e letterature che mi piacciono molto. La prima parte alla letteratura americana tra la fine del diciannovesimo secolo e l’inizio del ventesimo. La quarta parte è un omaggio al modernismo letterario inglese e tedesco.

Ma, aldilà di questo libro, quali sono gli autori di riferimento nel tuo personale panorama letterario?

Ti confermo che mi piace moltissimo la Letteratura del diciannovesimo secolo, il modernismo, come ho detto, e molti scrittori americani contemporanei. Per esempio, per fare due nomi, mi piace molto Joy Williams, una scrittrice molto importante per me, o David Morrison.

Se dovessi scrivere su uno dei tycoon di questo secolo – Bezos, Trump, Musk, ecc… – su chi ti piacerebbe scrivere? So già la risposta: “su nessuno!”…

Esatto! Su nessuno. Non ne conosco nessuno personalmente, ma penso che siano tutti esponenti di forme di eccentricità noiosa.

Tu vivi a Brooklyn dove c’è una rappresentanza italiana molto importante. Come sono gli italo-americani oggi, hanno una loro identità “contemporanea” o sono ancora legati ai cliché tipo pizza, mandolino e mozzarella?

Non ci sono mandolini a Brooklyn. Mozzarella sì (ride). C’è stata un’evoluzione dell’identità degli italo-americani, che forse non è neanche più propriamente “italiana” (chiede “that makes sense?”). C’è un immaginario collettivo tra le nuove generazioni di americani d’origine italiana che porta a pensare all’Italia come a qualcosa di idealizzato, che magari non esiste, un’Italia da fiction, anche divertente, che gli italo-americani stessi imitano… it’s a kinda of weird… a weird loop… uno strano gatto che si morde la coda… la vita imita l’arte, l’arte imita la vita, ecc…

Stai già scrivendo qualcosa? Puoi darci qualche anticipazione?

No, no, giammai parlo del prossimo libro (ride, dicendo proprio così: “giammai”…).

Viene naturale chiederti come mai parli così bene l’italiano?

Grazie, ma io ammazzo l’italiano ogni volta che lo parlo. Ho studiato un anno e poi ho iniziato a leggere i libri. Io detesto il Kindle, i libri elettronici, ma devo ammettere che per imparare le lingue è eccellente, perché puoi cliccare su ogni singola parola e chiederne la definizione. Per esempio ho letto in italiano Fleur Jaeggy. Uauhhhh… è molto beckettiana, compressa…

E autori italiani (Fleur Jaeggy è svizzera di madrelingua italiana)?

Mi viene in mente il primo libro della tetralogia della Ferrante. Poi mi piace molto e lo apro spesso, random, lo Zibaldone. Mi piace aprirlo a caso, dappertutto e leggerne una pagina.

E’ un bel consiglio. Grazie, Hernan.

Grazie a te e a tutti voi. IoCiSto è davvero uno spazio importantissimo a Napoli. Qui c’è un senso di comunità fortissimo, molto bello da vedere. Grazie ancora ( l’ultima sorpresa, la sincera l’emozione quando gli ho regalato il secondo volume della Ferrante, lo guardava e se lo accarezzava come fa un bimbo con un nuovo giocattolo).

Alberto Della Sala

 

La sinossi di Trust (Feltrinelli)

New York, anni cinquanta. Dopo la pubblicazione di un romanzo mendace e offensivo sulla sua vita, il ricchissimo finanziere Andrew Bevel, diventato milionario dopo alcune speculazioni seguite al crollo in Borsa del ’29, assume la giovane Ida Partenza, figlia di un anarchico italiano, perché lo aiuti a scrivere un’autobiografia in grado di raccontare finalmente la verità sui suoi successi e sulla sua defunta moglie, Mildred. Ida intuisce presto che nemmeno dalla sua penna, strettamente controllata dal committente, uscirà il ritratto fedele di una donna complessa la cui reale personalità continua a sfuggirle, e la morte improvvisa di Bevel la costringe infine a lasciare incompleto il lavoro. Soltanto trent’anni dopo ha la possibilità di accedere agli archivi della Fondazione Bevel, dove trova finalmente il diario di Mildred, prezioso tassello mancante all’enigma che ha lasciato nella sua vita un’impronta indelebile. Quattro testi, quattro generi letterari, quattro voci, quattro punti di vista compongono un raffinato gioco di specchi.

Hernan Diaz è l’autore di Borges, Between History and Eternity (Bloomsbury, 2012), e Il falco (Neri Pozza 2018), finalista al premio Pulitzer 2018. Trust è stato tradotto e pubblicato in trentadue paesi ed è stato selezionato per il Booker Prize, per la Carnegie Medal ed è finalista del Kirkus Prize.

Alberto Della Sala Libraio - Chi Siamo - IoCiSto Libreria

Alberto Della Sala, una vita tra i libri e per i libri, è il Direttore della Libreria IoCiSto di Napoli.

 

 

 

Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere la Librellula e restare aggiornato sulle ultime novità, le iniziative e gli incontri di IoCiSto.