I miei occhi sul mondo, di Annemarie Schwarzenbach

8 Settembre 2019

«Perché viaggiare è partire senza meta: con uno sguardo fugace si abbraccia un villaggio, una valle, e ciò che si ama di più lo si ama già con il dolore dell’addio.»
Annemarie nacque il 23 maggio 1908 a Zurigo da un ricca famiglia dell’alta borghesia svizzera. Suo padre, facoltoso industriale, non ha mai nascosto un’iniziale predilezione verso questa sua figlia, terzogenita, dal volto efebico, candido, androgino, angelico, alla quale riservò un trattamento speciale per la sua educazione culturale.
Annemarie ha attraversato la prima metà del Novecento cercando di capire il mondo e se stessa. Sin da giovane Annemarie mostrò il suo spirito ribelle e avventuroso, controcorrente e particolare. Questo attirò su di lei ammirazione, curiosità e perplessità anche perché non fece mai mistero dei suoi amori lesbici né della sua dipendenza da alcol e morfina. Conobbe a Berlino Klaus ed Erika Mann, figli di Thomas, legandosi profondamente a loro e diventando una delle figure più interessanti della vita culturale mitteleuropea.
Una vita in perenne movimento, la sua, dall’Europa, all’Iran, all’Afghanistan, agli Stati uniti, al mondo. E sempre accompagnata da una scrittura che racconta e vive attraverso lo sguardo e le fotografie che scattava in numero incredibile.
I miei occhi sul mondo raccoglie una selezione di testi e articoli, quasi tutti inediti, che attraversano anni e continenti seguendo il percorso di una scrittura in costante mutazione.

 

 

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