Il contrappeso, di Giovanni Carleo

28 Gennaio 2020

Del libro Il contrappeso mi ha colpito prima di tutto la sua stessa struttura, e cioè il voler accompagnare gli eventi che segnano i tempi del romanzo, che scorre dagli anni ’30 agli anni ’90, in una contestualizzazione storica di passioni, dolori e comportamenti che prendono forma proprio per i tempi in cui accadono. Questo romanzo è una storia napoletana, e come nella quadrilogia della Ferrante o nel recentissimo Treno dei bambini, racconta di intere vite percorse dai tempi, delineando i personaggi e seguendone vicende e cambiamenti parallelamente agli eventi politici e soprattutto sociali che sono il vero filo conduttore del libro. Un libro di storia? No. Un romanzo storico? Neppure. Il contrappeso ha una modalità narrativa unica, che ci porta a pensare a quanto le nostre vite siano segnate dai tempi che viviamo, ma anche a quanto nelle nostre vite la ricerca di un contrappeso che ci possa aiutare a superare difficoltà e dolori sia alla fine una chiave di sopravvivenza o di felicità. L’incipit immediato, diretto, che subito ci porta al cuore del romanzo e subito ritaglia i profili dei personaggi, di solito è di autori esperti, non certo di scrittori agli esordi. Qui abbiamo invece sin dalle prime righe la descrizione del personaggio a mio avviso “chiave” dell’intero racconto, il farmacista Gargiulo, che segna la vita di alcuni con la sua coerenza e la sua saggezza, il suo richiamare allla formula del contrappeso per indicare una possibile strada che aiuti a vincere i rimpianti e superare i rimorsi, ad alleviare i dolori e rasserenare l’anima. Quanti di noi hanno cercato il contrappeso in una situazione di dolore, di sofferenza? Magari quella fantasia che Gargiulo suggerisce a Lucia e che si può trovare solo in se stessi? Non conta che questa fantasia sia fondata, l’importante e crederci, perché la bilancia deve riequilibrare i piatti: se da un lato c’è dolore, solo un contrappeso può aiutare. Questa storia si ricollega a M di Scurati. Inizia quando M finisce e racconta degli ultimi 70 anni portando a riflessioni e a considerazioni più calate nel vissuto della storia di questi anni. Fascismo e antifascismo, guerra e miseria, dopoguerra e sacrifici, ripresa economica, 1968, anni di piombo… Tanti personaggi che seguono il corso della Storia e subiscono o partecipano ai cambiamenti anche epocali del secolo scorso. L’autore ha il merito di narrare le storie immerse nel tempo in cui sono vissute, premettendone eventi e tendenze, per poterne scrivere in un quadro di riferimento. Un approccio che la suddivisione in capitoli titolati con gli anni cui fanno riferimento rende davvero chiaro ed evidente il definirsi dei profili dei personaggi. Periodi inquadrati che vedono i piccoli Lucia, Attilio, Michele e poi Francesco, Mario e altri ancora vivere quegli anni così densi e difficili, crescere e confrontarsi con i cambiamenti, vivere le loro vite intersecate con tanti diversi percorsi, a volte tragici, a volte semplicemente attuali, a volte a lieto fine Ma non solo. Il libro affronta questioni quali la memoria storica, la pubblica opinione, la macchina della propaganda… Tema attualissimo, quasi un invito al lettore a non abbassare la guardia, perché se nel libro siamo negli anni ’30 del secolo scorso, oggi la Storia si sta ripetendo. La Storia va studiata, la memoria coltivata, l’informazione va vigilata.

Di Maria Afrodite Carotenuto

 

 

 

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