Il ladro di giorni, di Guido Lombardi

10 Febbraio 2020

Uno dei primi registi entrati nella libreria per promuovere un film! Sono passati 5 anni. Il film era Take five. Il regista è Guido Lombardi. Praticamente costringemmo lui e Gaetano Di Vajo ad associarsi! Eravamo appassionati proprio come oggi, lo era anche lui, e lo è anche oggi! Era giovane ma con un sorriso molto più saggio, impegnato ma sempre capace di far sorridere. Per questo e per il talento che ci troverete vi consigliamo di vedere Il ladro di giorni al cinema e di passare in libreria ad acquistare il libro.

Salvo, undici anni, barese, detesta molte cose. Quando ti fai male e i grandi ti dicono “tranquillo, non ti sei fatto niente”, ma ti fanno fare la puntura per l’antitetanica. Quando scrivi un bel tema e non fai neanche in tempo a esserne contento perché la maestra lo legge davanti a tutta la classe e ti vergogni. E soprattutto quando ti parlano come se fossi un bambino, scandendo le parole, come se tu non le conoscessi già tutte, anche quelle volgari. Come fa suo padre, Vincenzo. Salvo non lo vede da sette anni, da quando cioè due uomini lo hanno portato via, in una scuola speciale dove però alla fine delle lezioni non lo lasciavano mai tornare a casa. Ora Vincenzo è uscito di prigione, ha raggiunto Salvo dagli zii a Udine e vuole che il figlio l’accompagni fino a Bari, dove ha una missione da compiere. Quattro giorni: un tempo enorme per Salvo, che non vuole partire con quell’uomo pieno di strani tatuaggi che fa cose di nascosto, come se avesse un segreto. Ma anche un’occasione per padre e figlio di tornare a conoscersi e a parlarsi. Un viaggio on the road verso il Sud Italia, scandito da incontri in autogrill, lezioni di vita e ricordi di un’infanzia ancora candida e piena di domande, prima che arrivi il misterioso “ladro di giorni”.

 

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