Il libro del mese, di Francesco De Filippi: Alicia Rovira Arnaud di Simona Capodanno

28 Ottobre 2022

Ottobre 2022, Librellula n° 13

 

Latte di vita nella calda voce del vento. Simona Capodanno e la commovente storia di una fenice nel deserto

Quante volte distesi su un verde prato, si è provato a immaginare un futuro diverso? Arrivando a cangiar la forma per far scattare un riso e colorare il sogno di quella preziosa ingenuità bambina che è un dono che si apprezza quando sta volando via e ormai quel volto gioviale è ritratto rigato da solchi di pianto che non hanno foce perché il destino le voleva già marchiate e condannate per essere nate donne. Anime adulte nel corpo di bimbe. Toccare il fuoco non è più un gioco, è uno scontro di volontà tra dominazione e sottomissione e un desiderio carnale su cui sarebbe piombata la pietra del silenzio. Fin dal primo vagito Alicia apparve diversa una donna che avrebbe rappresentato una ribellione armonica alla canonica stabilità. Casa Rovira era però un’oasi di pace perché soffiava un vento liberale e propositivo grazie alla personalità molto moderna e carismatica di Felix. Una rondine segnava segretamente nel cuore di Alicia mappe immaginarie, rotte espansionistiche dall’abbraccio cosmopolita. Era l’equilibrista di se stessa ignara della potenza della luce e dell’oscurità della notte. Come gocce di rugiada la pioggia si posò sul suo cuore, mostrandole un vulcano ignoto che avrebbe imparato a chiamare amore. E fu da quel giorno che il chiarore della luna disegnò il suo volto. Quello del capitano Ramon Arnaud un giovane leale, integerrimo e dall’animo nobile con cui avrebbe vissuto la più magica delle favole e avrebbe aperto qualsiasi giardino segreto, anche quello con la vegetazione più brulla, dove tutto e niente si sarebbe fuso in un punto sperduto quanto il soffio di un bacio. Un posto dove perdersi e ritrovarsi in una coperta di stelle, una maison dove restare. Ed è così che alcuni versi di Paolo Conte riecheggiano nell’aria salutando la bimba di ieri e accogliendo la donna di domani. Camminare insieme per costruire e lasciare orme sulla sabbia che il mare non avrebbe avuto la forza di cancellare. Clipperton nel romanzo ha un ruolo ambivalente, il primo riguarda la sfera politica economica centralizzata sulle mire espansionistiche e commerciali delle grandi potenze in particolare sul guano utilizzato come fertilizzante naturale. Il secondo aspetto è quella sociale perché l’autrice all’interno delle pagine si focalizza sull’importanza di essere cives anche in un puntino isolato del mondo. In una società antica non si dimentica il senso etico e civile che dovrebbe caratterizzare ogni comunità. Gli uomini e le donne fondano una scuola, una chiesa e un’infermeria. Questa straordinaria comunità primordiale impara ad ascoltare i colori del vento. Il gruppo è composto tra gli altri dall’ironica e pragmatica ostetrica Juanita, il fidato Angel, la dolce Altagracia, l’instancabile e forzuta Tirza. Una nube si abbatte su di loro attraverso il brutale dispotico e opportunista Victoriano Alvarez, nominato guardiano del faro di Clipperton e destinato a dettare sul gruppo luci e ombre. Con uno stile scorrevole, incantevole e magico l’autrice racconta come fosse un diario di bordo una vicenda dolorosa dimenticata dalla storia. Un piccolo paradiso che si trasforma in inferno. Nove lunghi anni in cui dolore miseria, pazzia e privazione smettono di essere semplici parole su un vocabolario e diventano marchi indelebili sulla pelle che gente d’ogni età indossa come fosse un abito con estrema dignità. Nei dodici capitoli che compongono il romanzo oltre a un inevitabile riferimento al capolavoro di Defoe, si risentono richiami ai temi cari alla letteratura sudamericana nello specifico Marquez e Allende.  Un romanzo sulla maternità come latte di vita e una donna al centro che muore e rinasce rappresentando la fenice per i dimenticati di Clipperton. Una storia sull’emancipazione e il coraggio femminile che negli anni in cui in Messico la loro patria scoppiava la rivoluzione e sulla scacchiera nazionale una guerra, loro combattevano la loro con la determinazione della disperazione che navi, cibo e casa non fossero solo un lontano miraggio. Riuscirà Alicia a riportare in Messico la sua famiglia? Un romanzo forte su soprusi e violenze di ogni genere ma Alicia sa che fantasmi, la voce calda del vento e il chiarore delle stelle le tracceranno come un albatro tra terra e cielo la via da seguire anche quando l’orizzonte sembrerà definitivamente perduto.

Francesco De Filippi

Simona Capodanno, è laureata in Lingue e letterature straniere e lavora da molti anni come creativa pubblicitaria, giornalista e autrice teatrale, televisiva e radiofonica. È autrice di programmi radiofonici di approfondimento culturale ed è docente di master post-universitari di comunicazione e scrittura creativa. Ha pubblicato diversi libri, dedicati alle donne e alla loro condizione: La vita è un regalo inaspettato (Libromania 2021), Niente lacrime per Rosemary – la drammatica storia della Kennedy dimenticata, scritto con Marina Marazza (Fabbri 2021). Alicia Rovira Arnaud è il suo ultimo romanzo, edito da Morellini.

Francesco De Filippi, trentenne, siciliano, dottore in filologia moderna e italianistica, vivo a Casa Santa Erice (TP). Da sempre ho viaggiato con la fantasia. Libri e teatro in particolare mi hanno salvato la vita perché hanno dato un senso al mio passaggio terreno. Ho svolto una gavetta importante con due blog e da qualche anno ho deciso di aprirne uno mio, La casa delle storie, che mi regala emozioni e soddisfazioni quotidiani. Sono amante della buona cucina , della musica e delle serie tv. Per il mio futuro mi auguro che questa storia d’amore coi libri non finisca mai e ringrazio la mia famiglia d’origine e quella editoriale che rendono possibile tutto questo.

Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere la Librellula e restare aggiornato sulle ultime novità, le iniziative e gli incontri di IoCiSto.