Intervista a Giovanni Floris, di Gigi Agnano

17 Novembre 2022

Novembre 2022, Librellula n° 14

Giovanni Floris con Il gioco ha scritto un romanzo che mi ha appassionato e che sono certo piacerà alla nostra comunità di lettori selvaggi. Perché ostento tanta sicurezza? Perchè Il gioco è un giallo in cui il caso – la scomparsa di una studentessa modello – si risolve attraverso una serie di indizi letterari. Le citazioni dal Gordon Pym di Poe, di Svevo, di Baudelaire, Calvino, Cioran, Gadda, Remarque, Montale, Mallarmé, Elsa Morante, Lewis Carroll, Giordano Bruno, Pirandello sono le tappe di un percorso enigmatico, di una “caccia al tesoro” ricca di colpi di scena dove le tracce si trovano in una serie di grandi capolavori della Letteratura. Ma al di là di questo divertissement intellettuale e formativo, in questo thriller incalzante si condensano alcuni dei temi cari a Floris: l’amore per il sapere, l’impegno, la lotta per combattere il declino della Scuola – che è l’unica istituzione che può salvare le nuove (ma anche le vecchie) generazioni -, il complottismo, il dramma dei più poveri. Un libro che è lo specchio del conduttore televisivo, capace di trattare temi molto seri con delicatezza e col sorriso sempre sulle labbra. Ho avuto l’opportunità di fare qualche domanda al “dottor Floris”. Lo ringrazio di nuovo per la disponibilità e l’invito anche qui a venire a Napoli da IoCiSto perché sono sicuro che gli piacerà come a me è piaciuto il suo romanzo.

Dopo Ultimo banco del 2018 lei torna a parlare di Scuola e lo fa con un romanzo Il gioco, edito da Solferino, da pochissimo in libreria. Veltroni, in un suo articolo sul Corriere, l’ha definito “un appello in difesa della Scuola”. Ma le chiedo: questa Scuola così com’è è ancora difendibile? Si può ancora salvare? E vale ancora la pena di – come dice un suo personaggio – “magnare cultura”?
Sono convinto che il declino sociale, economico, politico del nostro Paese sia dovuto al fatto che non abbiamo più fiducia nello strumento culturale. Non abbiamo più la convinzione che le categorie che ci offrono lo studio, la riflessione, l’approfondimento siano utili. Non capiamo la realtà che ci circonda, non riusciamo ad affrontare i problemi che ci si pongono davanti. Per questo motivo la scuola è l’unica rete cui ci possiamo affidare per fermare il declino. Gli insegnanti, i docenti delle elementari, delle medie, degli istituti superiori e dei licei sono gli unici che ci possono salvare, affidando ai ragazzi il sapere che possa aiutare l’Italia e gli italiani. Una qualsiasi riscossa passa per la rete della scuola, quale che sia la sua condizione ed il suo stato.
Il gioco è “una maledetta caccia al tesoro” e a me è parso di leggerci una metafora anche del suo lavoro di giornalista. In entrambi i casi si tratta di proporre un’indagine volta a spiegare la realtà, di fornire strumenti per una valutazione consapevole dell’esistente. È così?
E’ così, almeno nelle mie intenzioni! Il giallo è la forma romanzo ideale per descrivere la necessità di capire quello che non si riesce a capire. E cos’è l’ignoranza se non la incapacità di comprendere e di farsi comprendere? E sia chiaro, se la definiamo così possiamo considerare “ignoranti” anche tanti laureati…
Qual è il bello di scrivere un romanzo che non c’è in un saggio o nel mestiere del giornalista?
Scrivere un romanzo è libertà, scrivere un saggio è rigore. Nel secondo caso bisogna rimanere aderenti alla realtà. Scrivere un romanzo invece ti offre la possibilità di inventare, quello che un giornalista nel suo lavoro non deve mai fare. Per questo romanzo sono partito dall’ipotesi che a passare all’illegalità, per frenare il declino del Paese, siano dei docenti. Ma Il Gioco è una fantasia, non potrebbe mai essere realtà. O almeno così spero!
Non è piaggeria, ma per me – in quanto assiduo spettatore delle sue trasmissioni e lettore dei suoi libri – lei ha un solo difetto: è tifosissimo della Roma…
… quando sono della Lazio. Ovviamente scherzo! Tifano Lazio mio cognato e i miei nipoti, ed io sono per la società aperta!

Gigi Agnano

La sinossi

GIOVANNI FLORISIL GIOCO (Solferino, pp. 416, 19 euro)

Quando Rossella Catrambone, studentessa modello, scompare, è inevitabile che i sospetti si appuntino sui due ripetenti bulli dell’ultimo banco: Mansur detto Momo, italiano di seconda generazione, e Francesca, colonna dell’estrema destra del quartiere periferico di Torre Bruciata. I sospetti della polizia, si intende, ma non quelli del loro professore di lettere, Paolo Romano, che decide di aiutarli a scoprire la verità (e a restare fuori dalla galera). Ma i giorni passano, la ragazza non ricompare e si accumulano indizi inquietanti quanto stranamente letterari: una pista porta a Edgar Allan Poe, una a Giordano Bruno, una ai surrealisti… intanto, il professor Pastore, il complottista della scuola, è convinto che la chiave di tutto sia nascosta nei sotterranei del Vaticano e, quel che è peggio, lo dice in televisione. È solo l’inizio di una pericolosa caccia al tesoro a cui i tre saranno costretti a giocare in compagnia di strani alleati: una preside favorevole alle droghe sintetiche e un bibliotecario ex criminale. Li salveranno i libri, o sono proprio le parole a uccidere? Un giallo, un complotto, una commedia dal ritmo incalzante, un percorso scanzonato ma ricco di cultura tra le pagine, il pensiero e gli autori di un secolo di letteratura: questo romanzo multiforme è in se stesso un gioco. Libero, appassionato e imprevedibile, perché i libri non finiscono mai di sorprendere.

GIOVANNI FLORIS è nato a Roma nel 1967. Ha seguito come inviato del “Giornale Radio Rai” i maggiori avvenimenti di politica, esteri ed economia. In particolare, si trovava a New York all’epoca dei fatti dell’11 settembre 2001. Dopo quella esperienza, fu nominato corrispondente per la RAI dagli USA, con sede a New York, dove si trasferì. E’ l’ideatore con Paolo Ruffini di Ballarò che condurrà su Rai 3 dal 5 novembre 2002 fino al 24 giugno del 2014. Dal 16 settembre del 2014 ad oggi conduce il talk-show politico DiMARTEDI’ su La7. Tra le pubblicazioni per Rizzoli si ricordano: Monopoli (2005), Risiko (2006), Mal di merito (2007),  La fabbrica degli ignoranti (2008), Separati in patria. Nord contro Sud: perché l’Italia è sempre più divisa (2009), Zona retrocessione. Perché l’Italia rischia di finire in serie B (2010), Decapitati. Perché abbiamo la classe dirigente che non ci meritiamo (2011), L’invisibile (2019). Per Feltrinelli Il confine di Bonetti (2008) e La prima regola degli Shardana (2016), con il quale ha vinto il Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta 2016 – Sezione Letteratura e giornalismo televisivo. Per Solferino ha pubblicato Ultimo banco (2018), L’Alleanza (2019) e Il gioco (2022).

Gigi Agnano, socio di IoCiSto, è l’ideatore della Librellula.
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