La panchina nel parco, un racconto di Armando Guarino

19 Novembre 2022

Novembre 2022, Librellula n° 14

LA PANCHINA NEL PARCO di ARMANDO GUARINO

Esisteva un tempo in cui, ogni volta che poteva, Anna si sedeva sulla panchina all’ingresso del parco e trascorreva il tempo a osservare tutti coloro che entravano o uscivano.

Di alcuni di loro conosceva nomi, abitudini, pensieri…

C’era Ada con i suoi due maschietti terribili, pronti a scattare non appena intravedevano un filo d’erba, Luca con la sua tenuta da jogging pronto a percorrere tre volte il giro del parco, Roberto con il barboncino da portare a passeggio e che spesso si sedeva accanto a lei per parlare più comodamente; Livia con la sua tela e i suoi colori pronta a immortalare un angolo diverso del parco ogni giorno e infine Nando, che arrivava puntuale a ora di pranzo, si sedeva alla panchina di fronte e, mentre mangiava il suo panino, le sorrideva. Anna aspettava che finisse di pranzare e si allontanasse prima di alzarsi e tornare a casa.

Da un giorno all’altro e per poco più di due anni Anna non è più tornata al parco. Fino a quel giorno.

Ad accompagnarla c’è Giorgia, la nipote, l’unica pronta ad accontentarla. Il primo che rivede è Luca, con lo stesso completino dell’ultima volta che lo aveva incontrato. Le scappa una lacrima, le sembra che il tempo non sia mai passato. Non sa, Anna, che Luca ha continuato ad andare al parco a correre, almeno ogni volta che gli è stato permesso, non sa che di completini ne ha cambiati tanti e che ogni giorno si girava verso quella panchina, forse non sapendo neanche lui il perché. Non sa che è quello il motivo per il quale le sta sorridendo.

Poi si gira verso Giorgia. In realtà non verso di lei, ma dove si accomodava Roberto, con il guinzaglio lungo per permettere al cane di muoversi. Roberto non arriverà, lo sa già. Ha saputo che dopo qualche mese dall’inizio di tutto, non ce l’ha fatta. Lei stessa ha rischiato. Lo scorso anno ha avuto una crisi respiratoria molto grave, superata soltanto grazie alle dosi di vaccino, così le aveva detto il dottore.

Paolo e Fabio, i gemelli di Ada, la distolgono da quel triste pensiero. Come sono cresciuti, pensa. Ada, più serena, mentre li segue con la coda dell’occhio, la saluta con un affetto non prevedibile.

Giorgia ora la invita ad andare a casa, “si è fatto tardi”, le dice, “non ti puoi affaticare”. Ma Anna vuole aspettare: non ha visto Livia e a quell’appello manca Nando. È quasi ora di pranzo, Giorgia si rassegna e si risiede accanto a lei.

Nando non sembra più lui, dimagrito e impaurito. Prima di sedersi si guarda intorno. La nota e, quasi infastidito, la ricorda. Sa che rimarrà lì fino a quando lui non finirà di mangiare. Caccia il gel e si pulisce le mani, tira fuori il panino e finalmente si abbassa la mascherina per dare il primo morso. Lo finisce in pochi secondi, poi si alza, sempre guardando più volte attorno a sé e se ne va.

Anna guarda Giorgia e le dice con lo sguardo che possono andare. Prima di lasciare il parco anche lei si volta per guardarsi indietro. Magari ci ritornerà, pensa, ma già sa che non accadrà troppo presto.

Armando Guarino

Armando Guarino è nato il 15 ottobre del 1969 a Napoli, dove tuttora risiede dopo aver girato l’Italia vivendo a Milano, Cosenza e Caserta. È attualmente impiegato presso un’importante multinazionale del credito al consumo.

Ha iniziato a scrivere partecipando con successo al concorso letterario “Storie di caffè”, promosso dalla società Autogrill, risultando, con il suo racconto Un caffè più dolce, tra i 40 prescelti e pubblicati dalla Mondadori nella raccolta Caffè d’autore e l’anno successivo ha pubblicato il suo primo romanzo Pane, zucchero e caffè.

Il successo de Il pescatore di fango, pubblicato con QP Edizioni nel 2015, gli ha consentito di entrare nella squadra David and Matthaus che, dopo una seconda edizione altrettanto fortunata e vincitrice della menzione speciale al concorso “Un libro per il cinema” nel 2016, ha puntato alla creazione della collana specifica “I casi dell’ispettore Santonastaso”, della quale fanno parte Le radici della farfalla, La danza del delfino, quest’ultima vincitrice del premio Booktrailer Premium 2019 promosso da Cinema & Libri e l’ultimo Le maschere della verità – Pace per l’ispettore Santonastaso, appena nominato nella cinquina dei finalisti del Premio MyssterY-Iocisto del primo Festival del Giallo di Napoli e già terzo classificato al 15° Premio nazionale e internazionale della poesia e della narrativa “Club della poesia”.

È uscito il 5 maggio il suo ultimo romanzo, Ben Moussa, il bambino nello specchio presentato al Salone del libro di Torino, pubblicato da Santelli Editore.

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