La signora del martedì, di Massimo Carlotto

23 Gennaio 2020

Ci sono due romanzi dentro La signora del martedì di Massimo Carlotto. Uno di superficie e uno di profondità. Non vi lasciate ingannare da quello di superficie chiedendovi se si tratta di un giallo, di un poliziesco, di un romanzo d’amore, se tutti i ragionamenti filano come dovrebbero, se la trama è poco realistica. Aprite la porta e scendete le scale, fino in fondo. Troverete un uomo di sessant’anni, la signora Alfredo (a lui Carlotto si riferisce rigorosamente al femminile) costretto a fuggire e celare la propria identità perché discriminato dalla società, che si veste da donna solo tra le mura del suo hotel e che non ha mai smesso di amare in modo travolgente perché amare gli dà senso e vita. Troverete un attore di film porno, Bonamente Fanzago, in arte Zagor, a cui, a quarant’anni, un ictus (forse la peggiore punizione per uno come lui) ha lasciato l’incapacità di resistere al pianto, privandolo del lavoro ma donandogli sensibilità e capacità di amare oltre misura. E troverete lei, la Signora del martedì, Alfonsina Malacrida, costretta a cambiare vita troppe volte, a causa di preconcetti, false accuse ed ingiustizie, violentata, tradita, umiliata ma sempre capace di reagire, che intercetta la vita di Alfredo e Bonamente tutti i martedì per un’ora di sesso, acceso da bottiglie di preziosi distillati, dalle 15.00 alle 16.00. E ci siamo anche noi in questo romanzo, noi che proprio non riusciamo a prendere le parti della polizia, dei giornali, dei media, noi che stiamo dalla parte giusta perché è la più debole anche sapendo che è quella colpevole. Ci siamo noi, nelle scarpe a punta da texano dell’uomo senza nome che, agendo sul filo della legalità, orienta i destini dei protagonisti per senso di colpa o per amore, chissà. E quando arrivete in fondo alle scale, troverete ancora tante altre cose: la fuga quando si è braccati ingiustamente; il ritorno e il pentimento dalla colpa; la forza e il coraggio di ricominciare, ancora e ancora; l’amore, senza se e senza ma, oltre le convenzioni, oltre ciò che è “normale”, anche quando è proprio difficile contravvenire allo status quo. Se decidete di comprare La signora del martedì – chi ama Massimo Carlotto non potrà non farlo – mi raccomando, non vi fermate davanti alla porta, scendete tutte le scale.

Di Claudia Migliore

 

 

 

Iscriviti alla nostra Newsletter per restare sempre aggiornato sulle ultime novità, le iniziative e gli incontri di IoCiSto.