La vita come un gioco, di Giovanna Mozzillo

21 Aprile 2020

A quasi novant’anni Brando rievoca la sua vita. Una vita che, malgrado il suicidio del figlio prediletto e il rancore verso la moglie che egli ritiene responsabile della tragedia, si è quasi sempre svolta all’insegna del gioco e della gioia. A illuminarla due passioni. Quella per le donne, tante donne: Lola, la vamp del liceo, Maria Vittoria, complice di avventure e sogni adolescenziali, Dorotea con la sua morbosità e la sua arroganza, Felicina, dal gran cuore, e soprattutto i rapporti della maturità, la deliziosa ed evanescente Ombretta e la solare Mimma. E la passione per la bellezza: collezionista di pastori antichi e scenografo, Brando è stato innamorato del teatro e della sua magia. Un libro, questo, con tre anime: Napoli (quella del fascismo, quella del dopoguerra, e poi l’indecifrabile città di oggi); l’ironia commossa con cui il protagonista ricorda gli eventi; e infine il confronto con la morte, la morte che è dietro l’angolo. Brando la attende con trepidazione ma senza tentennamenti, e soprattutto senza venir meno al proprio possibilismo e alla propria laicità.

Consigliato da Enza Alfano

 

 

 

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