L’isola appassionata, di Bonaventura Tecchi

14 Giugno 2021

Tecchi, germanista e docente universitario, allo scoppio della seconda guerra mondiale venne richiamato alle armi e destinato in Sicilia, a Palermo, con un compito particolare: ufficiale della censura militare. In sostanza, doveva leggere e censurare la corrispondenza, la quale, visti gli eventi era, quella in partenza, tipicamente scritta dalle donne rimaste a Palermo, mogli, madri, fidanzate, amanti, e quella in arrivo dagli uomini nell’esercito. Da questa esperienza, rielaborata successivamente, nasce L’isola appassionata, un libro intimo e personale, appassionato esso stesso, solare, traboccante di amore per la terra di Sicilia, che Tecchi non conosceva e della quale diffidava, così come accolse con sdegno l’incarico di censore. Invece, ciò gli permise di scoprire la Sicilia con i suoi colori, gli scorci, i palazzi, la storia e le persone. Ma non solo la terra di Sicilia fu la scoperta che fece. Protagoniste delle storie del libro sono le donne, che Tecchi ritrae con la meraviglia negli occhi, l’incanto per la bellezza, la passione, la forza e la dignità di quelle siciliane, raffinate o popolane, colte o analfabete, delle quali ebbe modo di leggere le missive. È un inno alle donne questo libro, fatto da un uomo i cui occhi, per costrizione militare, hanno sbirciato nelle loro parole più intime, nei sentimenti meno confessati, nel dolore, nella speranza, nell’angoscia e nell’amore per quegli uomini lontani. È un libro che riconcilia col genere umano, riconcilia i generi del genere umano, composto di racconti e che segue un filo logico e sentimentale che lo stesso Tecchi introduce in prima persona .

Catalogo, 4 euro

 

 

 

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