Morgana, di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

10 Settembre 2019

È facile parlare di donne oggi e infatti lo fanno tutti. Rimane difficile però farlo forzando gli schemi del pregiudizio, che ancora resistono nel bene e nel male. Purché rientrino in una categoria che può essere circoscritta, spiegata e quindi controllata, per loro il riconoscimento c’è e sono rimasti in pochi a pensare che possano essere solo puttane o spose (anche se qualcuno di tanto in tanto prova a riportare indietro le lancette della storia).
Se però sono aumentati i modi accettati in cui le donne possono esistere come persone, molti altri sono ancora considerati discutibili, qualche volta dalle donne stesse.
Ci sono ancora modi “giusti” o “sbagliati” di essere artiste, professioniste, politiche, atlete, donne che fanno figli e donne che scelgono di non farli. Ci sono persino modi “giusti” e modi “sbagliati” di essere femministe.
È ancora sovversivo affermare che le donne, in qualunque modo scelgano di declinarsi, non sono giuste né sbagliate, ma semplicemente sé stesse. Per questo è importante raccontare le storie di quelle che delle etichette si sono disinteressate, dando forma a vite fuori da ogni binario, strane, rivoluzionarie o anticonvenzionali. Lo hanno fatto Michela Murgia e Chiara Tagliaferri con Morgana, un libro che racconta dieci straordinarie storie di donne. Rivolte ai lettori di qualsiasi genere ed età, sono loro le eredi della Morgana leggendaria di Artù, l’incantatrice strega o fata, temibile e amabile sempre allo stesso tempo.

 

 

 

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