Nonno Ico e i ragazzi del quartiere, di Federica Flocco

18 Dicembre 2020

Un nonno, che nel 1943 è stato protagonista delle Quattro Giornate di Napoli, e un gruppo di ragazzini, ancora troppo acerbi per essere definiti adolescenti e troppo grandi per essere chiamati bambini, sono i protagonisti di questo romanzo di formazione che parte dalla premessa che non ci sia età che si assomigli più di quella dei preadolescenti e degli ultraottantenni. Due epoche che coincidono per la necessità di cura, affetto e comprensione e che, nondimeno, chiedono a gran voce autonomia e rispetto. Le incertezze e la felicità, le avventure e le infatuazioni, le traversie e le cattive amicizie, gli episodi di bullismo e le amicizie belle che salvano, i torti, la crescita e anche la solitudine, ogni cosa si fa protagonista mentre si srotolano le storie di Andrea, detto Catone, e del suo amico Catello, di Gegè e di Enzo e di tanti altri personaggi. Ragazzini spesso infelici, privi di orientamento, che si ritrovano a ricercare costantemente la loro nuova identità, mettendosi in gioco continuamente, sbagliando, trasgredendo, disubbidendo. Così, consapevole delle difficoltà di vivere del bisnipote e dei suoi amici, nonno Federico decide di raccontarne le storie in un vecchio quaderno nero, infarcendole di umorismo, buoni consigli e qualche preghiera, come monito agli adulti, affinché si riconoscano e capiscano che tutti, specialmente i preadolescenti, hanno un diritto: quello all’errore.

Età di lettura: da 12 anni
 
 
 

 

 

 

 
 
 
 
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