Nuovissimo testamento, di Giulio Cavalli

21 Marzo 2021

In una DF che torna in forma di nazione, il governo con il suo Presidente Andrea Bussoli, per poter governare senza grande impegno, somministra un vaccino a tutta la popolazione sin dall’infanzia, privandola dell’empatia e con lei delle emozioni, dei sentimenti, della possibilità e del desiderio di compiere delle scelte, anche le più banali. La vita è in bianco zerododici e in scale di grigio (centoventidue, centoventisei, …), la popolazione è divisa in classi a seconda della produttività, agli uomini sono assegnate mogli a scadenza, gli anziani vengono fatti sparire e le famiglie sono sostituite dai “ristretti”. Nessuno sente alcuna necessità, bisogno, curiosità. La vita è fatta di rotondità sentimentali, non ci sono spigoli, non ci sono angoli, la polizia affettiva interviene drasticamente ogni volta che nelle pieghe di una artefatta normalità si insinuano delle piccole crepe, improvvise, inaspettate, come un ricordo o un odore. Alcuni sono riusciti a dare un senso a queste crepe e nel tempo hanno raggiunto una consapevolezza che la vita non può e non deve essere questo. Sono gli spacciatori di sensazioni ed emozioni, quelli che vendono al mercato nero cibo (diverso dalle pillole usate dal governo per alimentare tutti nello stesso modo e con lo stesso menú), musica, libri. Fausto Albini è un risvegliato, uno dei pochi che attraverso la lettura, da una piccola crepa aperta riesce a ritrovare le sue origini. Entrerà a far parte così delle Brigate Sentimentali che si propongono di abolire gli effetti del vaccino e riportare la gente ad amarsi, emozionarsi, stupirsi di nuovo. Se ci riusciranno andrà scoperto leggendo il romanzo. La domanda di fondo che non abbandona mai il lettore, che si ritrova coinvolto in un mondo che non è poi così lontano da quello attuale, è: è peggio essere privati dei sentimenti e di ogni emozione oppure viversele tutte, compresa la paura, il senso di sconfitta, il dolore, la rabbia? Dopo Carnaio Giulio Cavalli ci spinge nuovamente e con grande profondità a riflettere sul nostro essere e sui valori della società in cui viviamo.

[Consigliato da Claudia Migliore]

 

 

 

 

 

 

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