Ricordi a quattro corde, a cura di Gino Aveta e Massimo Abruzzese

23 Luglio 2020

“Rino Zurzolo era semplicemente un musicista, un musicista che amava la musica e tutto quanto gravita nel mondo delle note, un artista che ha fatto onore alla città di Napoli e a quanti amano la nostra cultura musicale. La sua formazione classica si è immersa profondamente nel pop con uno stile ed un suono che tutti riconoscevano, infatti la parte importante della sua arte, che ha decisamente trasportato Rino nell’olimpo dei grandi, è la riconoscibilità, la capacità di essere singolare nel vasto mondo della musica e dei musicisti, il suo suono non si confondeva con altri, aveva una timbrica che portava, indelebile, la sua firma. E per sua arte e alla sua memoria che abbiamo deciso di realizzare questo lavoro che vede la partecipazione di oltre settanta amici e colleghi che con noi lo hanno ricordato, ma si aggiungono altri motivi ai perché della scelta fatta di pubblicare questo libro, innanzitutto perché eravamo grandi amici e gli volevamo molto bene, poi perché abbiamo diviso con lui un bel pezzo di gioventù e le cose vissute in gioventù, si sa, sono quelle che restano più impresse nei nostri cuori, poi il caso ha voluto che anche noi fossimo coinvolti direttamente nella battaglia contro il male che ha colpito Rino e ce lo ha portato via. Quello che ci ha emozionato di più nella sua tragica vicenda è stato il suo silenzio, il suo non voler dire a nessuno ciò che gli stava succedendo e per noi, che stiamo vivendo la stessa situazione, il suo modo di affrontarla ci ha sconvolti profondamente devastando ancor di più il nostro precario equilibrio. Ma in fondo in fondo ci ha fatto bene perché ora parlare di lui è come esorcizzare dalle nostre vite il male, immaginando il suo stato e ciò che lui provava tenendo tutto celato dentro di sé.”

 

 

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