Breve trattato sulle coincidenze, di Domenico Dara

12 Luglio 2020

Ho letto questo libro già da un po’ e mi rammarico di parlarne solo adesso perché merita davvero. Alla seconda lettura (io sono una che rilegge) mi è piaciuto anche di più. Non segue facili mode letterarie alla ricerca di consensi, affronta invece una storia di quotidianità minima, ambientata nella Calabria del 1969, a Girifalco, che è anche il suo paese natio. Il protagonista è un postino, personaggio in apparenza anonimo e schivo, che grazie a una sua peculiarità (che non rivelo per non togliervi il gusto della scoperta) diventa il regista occulto delle vite, o di parte di esse, dei suoi compaesani. Si tiene distanza e nella distanza trova il gusto della gioia utilizzando la coincidenza, una “piccola lente d’ingrandimento che chiarisce il groviglio e riporta ordine e significato là dove non sembra ci sia altro che confusione e accidentalità”. Solido ma discreto l’impianto letterario che si radica nella sua formazione personale (laurea a Pisa con tesi sulla poesia di Pavese ), familiarità con i classici, usa ad esempio i titoli descrittivi dei vari capitoli alla maniera settecentesca e struttura in modo ingegnoso e calibrato la sua trama (Pirandello?). Nonostante questa “cultura” di fondo, il libro non è mai noioso, anzi… Io lo consiglierei anche come lettura in vacanza.

Consigliato da Marisa Schiano

 

 

 

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