Conflitti dimenticati

7 Novembre 2024

Domenica 10 novembre, dalle 11:00 alle 13:00 in libreria, un nuovo passo delle Trame di Pace: Conflitti dimenticati, di cui ci parlano Giuliana Cacciapuoti (con il suo libro Sudan e ancora) e Rosanna Pirelli. In attesa di incontrarle, riportiamo due aggiornamenti che ella ha pubblicato nei giorni scorsi:

3 novembre – Sudan
45 villaggi sono stati bruciati in Darfur per mano dei miliziani di Pronto Intervento, nelle ultime due settimane. 4 di questi villaggi sono stati incendiati giovedì, provocando la fuga di 20.000 abitanti verso il Ciad. Lo hanno riferito testimoni oculari alla TV Al-Jazeera. La guerra in Darfur ha assunto di nuovo un carattere etnico e non soltanto di scontro tra esercito e milizie. Il racconto dei testimoni sostiene che i miliziani hanno rubato tutti gli animali dei villaggi, cacciando la popolazione verso zone impervie e senza aiuti. «La gente dorme all’aria aperta e si ciba delle erbe raccolte nelle terre attorno. Chi può, fugge verso il confine del Ciad». È di nuovo genocidio e pulizia etnica in Darfur, per mano delle milizie di Hamidati contro le popolazioni delle tribù africane.

6 novembre – Sudan
Una preoccupante diffusione del colera è stata resa pubblica dal ministero della salute sudanese. Dallo scorso agosto sono stati registrati oltre 30.000 casi, con 887 decessi. «Nell’ultima settimana sono stati registrati 138 nuovi casi», scrive il ministero. Nel paese è in corso, dal 15 aprile 2023, una guerra tra l’esercito e le milizie di Pronto Intervento, che ha causato finora oltre 11 milioni di sfollati. Secondo i dati ONU è imminente il rischio di carestia tra le popolazioni in fuga. Le Commissioni dell’ONU stanno monitorando le violazioni contro la popolazione civile e in particolar modo le stragi su base etnica compiute in Darfur e quelle in corso nella provincia di Al-Jazira, a sud della capitale. Interi villaggi sono stati bruciati in seguito alla defezione di un alto capo militare delle milizie che è passato all’esercito. L’ONU denuncia che le forniture di armi e mercenari alle milizie sono all’origine del protrarsi del conflitto.

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