Perché ti ho perduto, di Vincenza Alfano

14 Marzo 2021
“I pazzi non smettono mai di mettere ordine, di cercare una ragione nella cecità del destino. Sembrano arresi e smarriti i pazzi, mentre sono i soli che si ostinano a cercare la luce nel buio. Non trovarla è la loro dannazione”. Parlare di malattia mentale, anche ai nostri giorni, è ancora difficile. Tabù, reticenze, pregiudizi non sono stati estirpati dalla chiusura dei manicomi, da quella legge Basaglia che doveva aprire le porte ad un diverso approccio al disagio mentale. Le famiglie sono state lasciate sole ad affrontare un problema che coinvolge aspetti psicologici e, spesso, economici. Il rapporto tra pazzia e donne è ancor più oggetto di discriminazione ed emarginazione. Un tempo una donna sola, la “zitella”, la ribelle, la donna che non si piegava alle regole familiari, era rinchiusa in manicomio. La scrittrice Vincenza Alfano, sensibile interprete delle varie sfaccettature dell’animo umano, dà voce alla poetessa Alda Merini, che, del dramma del manicomio, è stata vittima e testimonianza. Nelle pagine di Enza Alfano ritroviamo la solitudine, il dolore, la protesta, l’urlo di una donna che ci ha lasciato una meravigliosa opera poetica. Perché ti ho perduto è un omaggio alla poetessa ma io l’ho percepito anche come un omaggio a tutte le donne che hanno sofferto per amori impossibili, illuse da uomini che scappano per paura dei sentimenti e delle scelte definitive. Un modo per ricordare tutte le donne “pazze” perché non piegate alla morale di un’epoca o di un ruolo.

[Consigliato da Donatella Abate]

 

 

 

 

 

 
 
 
 
Iscriviti alla nostra Newsletter per restare sempre aggiornato sulle ultime novità, le iniziative e gli incontri di IoCiSto.