
Una storia ispirata alla favola di Hansel e Gretel, quella che da piccola mi metteva tanta paura e mi costringeva a voltarmi nei brevi tratti che in campagna facevo da sola.
Uno stile sicuro, una trama densa di dettagli, con la voce della protagonista che sa toccare temi duri e difficili con ironia e tocchi di leggero disincanto.
Nel complesso mi è piaciuto ed ho ammirato il ritmo e la capacita`davvero entusiasmante di immaginare dettagli e ricchezza di scene, ho sentito qualche rallentamento dalla parte centrale in poi e un poco di confusione in alcune descrizioni.
Una mia sensazione: ho vissuto con un certo distanziamento emotivo scene che forse avrebbero meritato un approfondimento psicologico e un po’ di calore in più. Ad esempio il rapporto fra Greta e la madre e quella ricerca di verità che in fondo era stata il motore per lei nell’indagare.
Ne consiglio la lettura a chi ama trame attuali come la violenza domestica e familiare e la ricerca delle proprie origini ma con grande ricchezza di particolari come una favola nera moderna.
Di Francesca G. Marone
