Lo scurnuso, di Benedetta Cibraro

22 Marzo 2021

Non è napoletana Benedetta Cibrario. E la prima cosa che stupisce è il suo amore per Napoli, per quella Napoli delle cose antiche, belle, silenziose che restano nell’animo come cosa preziosa. Tutto il libro è pervaso da una delicatezza di emozioni che infonde nel lettore una sorta di struggimento. La storia si snoda a Napoli attraverso il tempo. Dal 1700 ad oggi, il presepe , i suoi pastori ne sono i protagonisti o meglio la bellezza profonda e interiore di taluni pastori e di chi ha saputo coglierne la bellezza. “Sebastiano allargò i palmi a ventaglio. Aveva dita sottili e magre con le unghie mangiucchiate e orate di nero”. Una Napoli bellissima e al di fuori del tempo è la coprotagonista, una signora d’altri tempi con tutta la sua eleganza. Lo stile è quello degli scrittori senza tempo, di quelli che sanno dipanare il discorso sapientemente, elegantemente come un tessuto fine. Da leggere assolutamente. Per capire anche il valore del presepe napoletano, del suo significato, della sua bellezza senza tempo.

[Consigliato da Maria Grazia De Dominicis]

 

 

 

 

 

 

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