Intervista a Viola Ardone, di Bianca Miraglia del Giudice

31 Marzo 2022

Gennaio 2022, Librellula n° 7

Da fine settembre è nelle librerie il nuovo romanzo di Viola Ardone, Oliva Denaro, Einaudi editore, che si prepara ad uguagliare il successo mondiale del Treno dei bambini, pubblicato nel 2019, sempre per Einaudi, tradotto ad oggi in ben trentasei lingue e dal quale verrà tratto un film. Viola Ardone nasce a Napoli nel 1974, si diploma al liceo classico Pansini, consegue la laurea in Lettere alla Federico II  con una tesi in Storia del teatro ed oggi , dopo un breve periodo lavorativo nella redazione delle Edizioni Simone, insegna Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico di Giugliano in provincia di Napoli. Ha profuso il suo impegno per sette anni nel Laboratorio di scrittura per i ragazzi dell’Istituto penale minorile di Nisida. Le ho chiesto di concedermi un’intervista per La Librellula ed immediatamente ha accettato.

Carissima Viola, ‘Il treno dei bambini ‘ è dedicato a tuo figlio Giaime. E’ lo stesso nome del giornalista e scrittore Giaime Pintor: una coincidenza o una scelta? 

Un po’ entrambe le cose: il nome mi è tornato in mente quando ero in attesa di mio figlio e mi sono ricordata di Giaime Pintor, un intellettuale da me molto amato, fin dai tempi del liceo. Ma più di tutto mi piace il suono di questo nome, lo trovo molto dolce e musicale.

Gli scrittori affermano che ogni libro è come un figlio: è stato più complesso far ‘nascere’ Amerigo o Oliva?

Sono venuti fuori entrambi di getto. Credo che lavorare su Oliva sia stato più complicato perché è una storia più dura e che, come donna, mi riguarda più da vicino. Alcune scene ho dovuto riscriverle diverse volte prima di arrivare alla giusta misura.

Sia ne ’Il treno dei bambini’ sia in ‘Oliva Denaro’, il lettore incontra Maddalena Criscuolo esponente dell’UDI, Unione Donne Italiane: perché hai scelto la stessa attivista politica e la stessa associazione per libri diversi?

Desideravo che ci fosse un personaggio-ponte tra le due storie, che sono evidentemente autoconsisenti e del tutto autonome. Maddalena Criscuolo mi sembrava potesse testimoniare l’impegno delle donne a partire dal dopoguerra in poi, ovvero da quando hanno potuto partecipare alla vita politica del nostro paese, anche attraverso le associazioni, come l’Unione delle donne italiane, che è stato ed è un momento di grande confronto tra le donne di diverse generazioni.

Sei una scrittrice famosa, ‘Il treno dei Bambini’ è stato tradotto in trentaquattro lingue, ma sei anche una professoressa di italiano e latino; se un tuo allievo affermasse che studiare latino e greco è inutile perché sono ‘lingue morte’, cosa risponderesti?

Che vale la pena di studiarle anche solo per la bellezza, l’eleganza, la precisione. Anche solo per la sfida intellettuale, anche solo per potersi concedere un momento di riflessione, un esercizio di logica e di metodo. Anche solo per questo. La verità è che spesso basta svelare un’etimologia per assistere allo spettacolo dei loro occhi che si illuminano di soddisfazione, è quella la porta piccola per farli entrare nell’universo di “lingue morte” che però hanno ancora tantissimo da dire.

Riflettendo su quanto siano state indimenticabili per la piccola Oliva le parole della maestra Rosaria, quanto ancora è importante il ruolo di un insegnante in un presente dominato dal web? Hai avuto un docente, quando eri una studentessa, che sia diventato indimenticabile per te?

Tanti insegnanti mi hanno lasciato moltissime tracce, alcune positive altre meno. C’era quello bizzarro, che mi ha fatto capire che tipo di docente non sarei stata mai con i miei alunni, quella meticolosa, che mi ha insegnato la disciplina dell’ordine, quella creativa, che mi ha ammaestrato alla spericolatezza del pensiero divergente. La mia professoressa di Greco del liceo, che era la donna più colta del creato (almeno ai miei occhi di adolescente), ma che non era capace di insegnare nulla perché troppo impregnata di sapere. E, sopra ogni altra, la mia maestra delle elementari. La nobiltà della sua pazienza, la sua voce increspata di dolcezza.

 

Bianca Miraglia del Giudice

 

 

 

 

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