Amélie Nothomb da IoCiSto, di Doria Sannino

26 Febbraio 2023

Febbraio 2023, Librellula n° 16

L’unione fa la forza, ma anche la bellezza e l’armonia. L’abbiamo costatato venerdì scorso, quando Amélie Nothomb ha fatto il suo ingresso nella nostra libreria per autografare il LIBRO DELLE SORELLE, suo ultimo romanzo, e si è intrattenuta amabilmente con un nutrito gruppi di lettori ammirati, rispondendo alle mie domande con autentica emozione.

“Génial” ha esclamato quando le ho illustrato la natura, le attività della nostra libreria e lo spirito di collaborazione che la anima. Génial è stata anche l’idea della nostra valida Presidente Claudia Migliore che ha colto al volo l’occasione dell’arrivo a Napoli della scrittrice per presentare il suo libro alla Sala dei Baroni. E più che génial, galante e affettuoso, è stato l’omaggio che il nostro Alberto della Sala ha porto alla scrittrice sinceramente commossa.

La “libreria che ci facciamo noi” c’incoraggia ad andare avanti così.

La conversazione con Amélie Nothomb è stata arricchente. Ha apprezzato la mia osservazione sull’aver intitolato la sua ultima opera Libro delle sorelle, non romanzo, il libro ha in sé qualcosa di sacro (penso al libro della Torah, alla Bibbia) e il suo. a mio avviso, è il libro dell’amore e della scrittura.

Sull’amore la scrittrice si è dilungata nel corso dell’intervista rilasciata a Ugo Cundari per Il Mattino. Sulla scrittura, riferendomi alla corrispondenza che la protagonista Tristane intrattiene con la sorella minore, la lettera che Tristane indirizza a Laetitia, è definita “un’epistola senza ambizione di risplendere che l’artista fa diventare un capolavoro per una sola persona, per un destinatario che sappia recepirlo, riceverlo, leggerlo. Penso al lettore, al ruolo della scrittura che diventa un dono e alla relazione d’amore tra chi scrive e chi riceve, un legame molto stretto che suppone la sensibilità da parte del lettore per accogliere e ricambiare questo gesto d’amore. Non sempre funziona, afferma la scrittrice, ma ogni tanto, il miracolo avviene ed è un miracolo che va nei due sensi perché si riceve quello che si offre. “Per esempio, quello che ricevo qui, sentendo quello che mi offrite, lei, in particolare, è una creazione a due. Quello che scrivo attraverso il mio libro voi me lo restituite. Questo ne fa un’opera”.

Amélie Nothomb precisa che prima di essere scrittrice di romanzi è una scrittrice di epistole, scrive un’infinità di lettere ed è questo che fa di lei la scrittrice che è. I genitori l’obbligavano a scrivere una lettera alla settimana ad un nonno che non conosceva. Indirizzare parole a uno sconosciuto è stata un’esperienza terribile e forte ma le ha insegnato che le parole si indirizzano a qualcuno, e che si devono scegliere quelle giuste per il destinatario giusto.

Ancora oggi, quando vive con qualcuno, gli scrive lettere perché ciò che si scrive in una lettera non lo si dice a parole.

Non meno importante, il valore catartico che la scrittura assume in PRIMO SANGUE  (Voland 18 agosto 2021), omaggio al padre nell’evento di una morte alla quale, per quanto naturale, non era preparata e che non ha potuto onorare a causa della pandemia.

L’esigenza di resuscitarlo attraverso la scrittura, per potergli dire addio, era impellente e per riuscirci, lo fa parlare in prima persona così che non sia un libro sul padre ma il libro del padre, al quale ha dato voce. Esperienza catartica, ma anche liberatoria perché permette ad Amélie di elaborare il lutto. “Scrivere, dunque, aiuta a vivere, è una cura ma a doppio taglio perché crea anche angoscia”.

Alla domanda di una spettatrice sul suo rapporto con la lingua francese, Amélie risponde: “Quando ho sentito la lettura in Italiano dei miei libri ho trovata talmente bella questa lingua da chiedermi se non avevo sbagliato vita amorosa. Ma ora, è troppo tardi”

Inoltre, in PRIMO SANGUE, la scrittrice parla del gesto eroico del padre, giovane console a Stanleyville che salvò centinaia di vite prese in ostaggio dai ribelli e ci dice che oggi, eroismo è una parola ucraina perché questo popolo combatte per noi, per la libertà di tutti e se siamo ancora in pace è grazie al coraggio degli Ucraini.

Le costanti nell’opera di Amélie Nothomb sono dunque l’amore, la famiglia, la letteratura, l’umorismo, la drôlerie. La scrittrice vi aggiunge la tragedia che le include tutte, umorismo compreso perché siamo talmente abituati a vivere la tragedia con drammaticità che ne abbiamo dimenticato il lato comico. “E la famiglia, poi: il solo fatto di appartenervi è una tragedia”

Doria Sannino

Amélie Nothomb e Doria Sannino da IoCiSto

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