
“Questo libro usa i racconti, un genere letterario in Italia abbastanza trascurato, per ricapitolare gli ultimi cent’anni attraverso le voci e gli sguardi degli scrittori e delle scrittrici che erano vivi mentre quei fatti accadevano e che li hanno testimoniati scrivendo, dopo averne sperimentato i dolori e le gioie, sofferto le malattie e combattuto le guerre”.
tratto da Italica di Giacomo Papi (Rizzoli)
Giacomo Papi è alla libreria IoCiSto con Viola Ardone martedì 5 luglio alle 18:30

Attraverso trenta racconti, di cui tre speciali (perché profetici), Giacomo Papi ripercorre con il suo ultimo romanzo Italica la storia del Novecento italiano, dalla nascita della città e dell’urbanizzazione contemporanea all’attuale pandemia, passando per la guerra di trincea, le leggi razziali, la resistenza, l’abolizione delle case chiuse, la fabbrica, la mafia, gli anni di piombo e così via.
La letteratura è un documento, dice l’autore nell’introduzione.
E lo è certamente e di un tipo davvero speciale, perché è testimone d’eccezione, contemporaneamente dentro e fuori gli avvenimenti storici. La letteratura vede in anticipo, è sguardo sul passato e occhio vivido sul presente.
È lo strumento che ci siamo dati per connettere le foglie alle radici, il tronco ai semi. In questo libro, attraverso le parole di trenta tra i nostri autori migliori, da Federico De Roberto ad Anna Maria Ortese, da Primo Levi a Leonardo Sciascia, a Elsa Morante, Italo Calvino, Vincenzo Consolo, Pier Vittorio Tondelli e molti altri ci appare, un segmento alla volta, la nostra stessa storia, come eravamo e come siamo.
Ogni racconto corrisponde a un punto focale, uno snodo essenziale del secolo breve italiano, ed è accompagnato da un altro racconto, di tipo più documentaristico, dove si trovano i dati e le statistiche, ma anche aneddoti e riflessioni, dello stesso Papi. Italica è un libro necessario, una mappa che si estende nel tempo, che ci restituisce una visione complessiva ma precisa del punto in cui siamo.
Mara Fortuna (Gruppo di Lettura di IoCiSto)
