Gli anni Duemila di Antonia Del Sambro: Chiamami col tuo nome (2007)

30 Marzo 2022

Febbraio 2022, Librellula n° 8

Con Antonia Del Sambro, giornalista, sceneggiatrice e “blogger di lungo corso”, proseguiamo la sua singolare rubrica. Per ciascuno degli anni Duemila, ci offre la recensione di un libro che l’aveva particolarmente colpita nell’anno di riferimento. Il tutto con lo stile e col piglio di una blogger editoriale. Siamo giunti al 2007 con Chiamami col tuo nome di André Aciman (Guanda Editore)

Il 23 settembre 2007 esce in libreria Chiamami con il tuo nome presentato dapprima dalla stampa dell’epoca con la semplice dicitura di un romanzo adolescenziale. Saranno i primi lettori a correggere il tiro e definirlo un romanzo d’amore e molto più tardi i giornalisti specializzati ad appellarlo un vero capolavoro. E non poteva essere altrimenti perché nel lavoro letterario di Aciman c’è una poesia, una delicatezza, un pudore e una bellezza che raramente si riscontrano nella narrativa del tempo. Se avete visto il film di Guadagnino del 2018, che ha avuto ben quattro nomination, forse potete intuire la grandezza di questo libro, che ancora di più della pellicola che lo ha seguito, porta tra le pagine lo iato autoriale di un Aciman intenzionato a rivelarsi attraverso la sua scrittura anche nei piccoli tic e nelle mancanze di un carattere acerbo e giovane. È lui, lo stesso André, che costruisce il protagonista a sua immagine e somiglianza e gli confeziona addosso tutte le sue insicurezze, i suoi desideri, le sue preferenze nel campo dell’arte e delle letture.
E questa cosa chi legge la sente. Ai lettori arriva.
Le parole si trasformano in emozioni. Le emozioni in identificazione.
La storia è semplice e profonda insieme. Siamo negli anni Ottanta e Elio, diciasettenne timido e inesperto si prepara a trascorrere la solita vacanza nella villa di famiglia sulla riviera ligure come ogni estate. Ogni anno la famiglia di Elio ospita un ragazzo straniero e a presentarsi alla villa quell’anno è Oliver, 24 anni, biondo, bellissimo, pieno di vita. Elio, ne rimane immediatamente affascinato non appena lo vede scendere dal taxi con la sua camicia svolazzante e il cappello di paglia. L’estate, le affinità elettive e una passione bruciante spinge i due giovani uno tra le braccia dell’altro in una relazione totalizzante, profonda, intensa e fugace esattamente come lo è sempre la stagione delle vacanze. E proprio come l’estate anche Elio e Oliver sanno che il loro tempo è determinato e ogni istante passato insieme prezioso e irripetibile.
È questo che legge e sente chi si avvicina a questa straordinaria opera letteraria dove anche se le scene di sesso vengono descritte in maniera particolareggiata così come i baci passionali e umidi non c’è mai morbosità, voyerismo, giudizio da parte di chi scrive. Tutt’altro, l’autore punta proprio sulla partecipazione al sentimento che sta narrando, a una sorta di identificazione che fa pensare a chi legge: anche io lo voglio un amore così! E la bellezza della scrittura, l’intensità del racconto, la grandiosità del sentimento fanno dimenticare tutto il resto, come è giusto che sia. La chiave di lettura del libro è nello stesso titolo che rimanda a un senso di appartenenza tra due persone che va oltre ogni convenzione sociale e collettiva. “Io ti chiamerò con il mio nome e tu chiamami con il tuo”, la frase più bella e rappresentativa dell’intero romanzo. La storia è tutta qui. E chi legge il libro una volta poi torna a rileggerlo perché Elio e Oliver sono qualcosa di più che due semplici personaggi, sono un simbolo, una immagine, una idea, un sogno e soprattutto una speranza. Probabilmente il libro più coraggioso e poetico apparso nel 2007.

Antonia Del Sambro

 

 

 

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