Un lettore suggestionabile, di Gianni Solla

5 Settembre 2022

Settembre 2022, Librellula n° 12

 

I libri sono mappe che ci spiegano come funzioniamo. Libretti delle istruzioni, manuali scritti su misura per noi. Mettete la prima pagina del vostro romanzo preferito in controluce e noterete il vostro nome stampato in rilievo. Scommetto che non lo avete mai notato. Sono un lettore suggestionabile, con una sindrome persecutoria che mi permette di esclamare con sicurezza a ogni pagina: “Mio Dio, quest’uomo parla di me”, seppure lo scrittore in questione è morto molti anni prima che nascessi oppure vive in Australia e protegge koala (non posso escludere che i koala si proteggano da soli).

Nel mio caso però gli scrittori parlano di me solo nella sfiga. Ogni volta che sottolineo una frase sto dicendo all’autore: “ti tengo d’occhio, so dove vuoi arrivare, vediamo come te la cavi nella mia vita”. Ma certe volte spingo il discorso oltre, fino a chiedergli: “lascia stare quel koala e dimmi: ma allora anche tu hai trascorso le estati della tua infanzia al Villaggio Coppola, innamorato della barista con il tatuaggio e per vederla compravi ghiaccioli che poi buttavi perché eri allergico al glutine?” Nessuno può togliermi dalla testa che Philip Roth abbia parenti a Mondragone e non solo a Newark, che Chuck Palahniuk abbia frequentato la mia stessa scuola media a San Giovanni a Teduccio trovando l’ispirazione per Fight Club, che Michel Houellebecq faccia la spesa nel mio stesso Decò sul corso, e che David Sedaris quando in “Me parlare bello un giorno” racconta che per risolvere il suo difetto di pronuncia, a scuola doveva esercitarsi con la filastrocca zeppa di s del serpente sassolino che pronunciava “ferpente faffolino”, beh, qui caro David, dovevi solo mettere il mio nome. Basta una frase, un’invenzione per far cadere la copertura dell’autore e svelare il suo intento di parlare di voi.

Ma da dove viene questa sovrapposizione? Nel mio caso non è mai il contesto, basta che l’autore racconti di una sua fragilità o di una paura e in quella crepa mi rivedo. In fondo mi basta sapere che nei momenti peggiori non si è mai da soli, che altri si sono arenati nei miei stessi punti e che in una maniera o nell’altra sono sopravvissuti per il gusto di mandarmelo a dire in una loro pagina.

Gianni Solla

Gianni Solla nasce a Napoli nel 1974. Ha pubblicato racconti in antologie con Neo Edizioni e Mondadori e i romanzi Airbag (Ad Est dell’Equatore, 2008) e Il fiuto dello Squalo (Marsilio, 2012). Il suo ultimo romanzo è Tempesta madre, del 2021 edito da Einaudi.

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